Il progetto ‘Beyond borders’ di Instabili Vaganti a Tunisi
In collaborazione con l’Istituto italiano di Cultura
ll progetto internazionale ‘Beyond Borders’, diretto dalla compagnia teatrale Instabili Vaganti e sostenuto dal MiC nell’ambito del programma ‘Boarding Pass Plus 2022-24’, ha aperto le porte al pubblico al termine di una prima recente tappa a Tunisi.
Lo ha fatto sapere il Ministero degli esteri ricordando che il primo work in progress è stato presentato presso la Sala Bernard Turin del Theatre National Tunisienne.
I fondatori della compagnia, la regista e attrice Anna Dora Dorno, e il performer e drammaturgo Nicola Pianzola, assistiti da due degli artisti del progetto, la danzatrice Camilla Paris, e il performer Mouayed El Ghazouani, hanno infatti diretto un workshop intensivo di 4 giorni con 12 artisti tunisini tra attori, performer, danzatori, per selezionare il team di lavoro che sarà coinvolto nella coproduzione ‘Frontières # Tunisie’, una collaborazione tra ‘Instabili Vaganti’, ‘Theatre National Tunisienne’ e l’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi, che debutterà a novembre 2024.
Questo primo studio è il risultato di un processo di ricerca attorno al tema del “confine” sviluppato da Instabili Vaganti insieme ai partecipanti al workshop, invitati “a trasporre sotto forma di azioni sceniche le proprie riflessioni sulle tematiche proposte”.
I performer hanno scavato “all’interno delle proprie tradizioni culturali e performative, per comprendere il presente, per raccontare attraverso gesti, azioni, testi e canti, i limiti che hanno dovuto superare, i confini che hanno provato ad attraversare per affermare la propria identità, e le nuove sfide che li attendono”. Una sorta di “cammino a ritroso su una linea circolare del tempo, che innesca una danza della lontananza, un richiamo che echeggia come un canto che giunge dall’altra parte di una frontiera. Passi rituali, canti tradizionali, azioni dall’andamento spiraliforme, muovono i corpi dei performer nello spazio innescando una danza in costante equilibrio su quelle linee sottili e invisibili che ci separano e che chiamiamo ‘confini'”.
