Frontières#Tunisie L’esito della prima tappa di lavoro presentato il 13 settembre 2024 a Tunisi nel racconto di Noemi Verducci per L’altra Tunisia
Durante la residenza, sono state esplorate tutte le tipologie di frontiere, geografiche e mentali, e sono state restituite al pubblico in forma di danza o monologo attraverso i quali i partecipanti hanno espresso il significato che attribuiscono alla parola “confine”. “Volevo vedere il mondo e volevo che il mondo mi vedesse, ma sono rimasto dall’altra parte della frontiera”, dice un performer, ed ecco che le aspirazioni future (o sogni di gloria come vengono definite da un altro partecipante) si intrecciano inevitabilmente con le politiche nazionali che, in nome di un’ipotetica “difesa” dei confini, impongono misure restrittive alla libertà di circolazione di cittadini provenienti da alcuni Paesi. Non poteva che uscire il tema della migrazione, particolarmente sentito in Tunisia, e la difficoltà dei cittadini tunisini ad ottenere un visto per l’Europa, qualunque sia la ragione.
“Io sono un saltatore di muri” dichiara un partecipante, mentre cerca di superare, in maniera incessante, i confini fisici rappresentati dal corpo degli altri. Il tentativo di superamento delle barriere, che assume la forma di una danza disperata, cessa di colpo e si giunge ad un’altra consapevolezza: “resistere per esistere anche di fronte alle barricate.” “I muri, le barriere, le frontiere non potranno mai fermare la nostra danza. Noi continueremo a danzare.” Finisce così lo spettacolo. Con un’esortazione ad una resistenza sotto altre forme, con mezzi, quelli artistici, che sono capaci di superare i confini e i limiti e permettono di viaggiare leggeri e lontani. L’esortazione a danzare si rivolge anche al pubblico, che è invitato a ballare, a lasciarsi andare sulle note della musica e a cercare di rompere, in maniera collettiva, quei confini che, prima che geografici sono molto spesso mentali, che ci separano dagli altri e che ci fanno dimenticare che prima che cittadini siamo esseri umani che condividono le stesse esperienze ed aspirazioni.
