Questa tappa di lavoro ha coinvolto Instabili Vaganti e il partner indiano Ahum Trust e si è svolta dal 8 al 16 giugno 2023, in Valsamoggia – Bologna. Al termine della sessione è stata realizzata una restituzione aperta al pubblico al Teatro Comunale di Savigno.
I partner italiani hanno selezionato 3 giovani danzatrici Maria Stella Zangirolami, Camilla Paris e Arianna Terreno, e la coreografa Elena Copelli, in accordo con i partner stranieri, che hanno proposto invece la danzatrice e attrice indiana, Anuradha Venkataraman, e il performer tunisino Mouayed Ghazouani, artisti che erano già parte del progetto dal 2021, in modo da garantire la continuità del lavoro svolto nella precedente edizione.
Restituzione pubblica – Teatro Comunale di Savigno – Valsamoggia











Sotto il tutoraggio della regista Anna Dora Dorno, i giovani performer, hanno portato avanti un’indagine pratica sul tema della memoria e del “confine”, mediante un approccio innovativo in grado di coniugare teatro, danza, canto, azioni performative tradizionali e rituali. Ognuno di loro ha avuto modo di lavorare in residenza al proprio progetto artistico confrontandosi con gli altri performer attraverso momenti di condivisione del training, guidati da Nicola Pianzola e di scambio e insegnamento di tecniche di differenti discipline.
I giovani performer italiani hanno potuto apprendere le tecniche della danza classica indiana, in particolare quelle legate all’espressività del volto e delle mani, hanno appreso alcune coreografie ideate da Elena Copelli e si sono interfacciati con il canto e il movimento scenico introdotto dal performer e giovane regista tunisino Mouayed Ghazouani.
Restituzione pubblica – Teatro Comunale di Savigno – Valsamoggia – Ph. Claudio Cassanelli





Alla sessione hanno inoltre preso parte alcuni operatori, studiosi e ricercatori che hanno potuto lavorare assieme agli artisti, come osservatori, offrendo loro tutoraggio in termini teorico-organizzativi e/o fornendo loro materiale teorico per approfondire i propri percorsi artistici.
In particolare è stato previsto un incontro on-line con il filosofo, ricercatore e critico teatrale Enrico Piergiacomi, che ha esposto il suo saggio sullo spazio scenico e sull’importanza dello stesso per il performer, basandosi sull’interazione tra la storia della filosofia classica e le arti performative contemporanee. Il dibattito ha offerto importanti elementi di riflessione per lo sviluppo del lavoro in residenza, generando un confronto tra le differenti culture presenti: italiana , araba e indiana al fine di generare una base comune e di dialogo interculturale dalla quale partire per la creazione artistica, uno spazio “sognato”, “e-utopico” in cui incontrarsi e creare insieme.
Hanno invece preso parte alla sessione, in presenza, la ricercatrice Ilaria Stefani, la curatrice Beatrice Capitani e il project manager Federico Costanza. La prima, ha frequentato anche le attività pratiche di training fisico e scambio di tecniche, i secondi hanno interagito prima come osservatori e poi tutor di progetto.
Ilaria Stefani ha poi condotto un intervento sulla ritualità e il decolonialismo nell’arte ispano-americana, al fine di suscitare un confronto con le culture presenti e generare un dibattito sulle metodologie di lavoro adottate nella sessione. La Capitani e Costanza hanno invece delinato delle strategie per lo sviluppo del progetto aiutando gli artisti ad individuare i punti di forza del gruppo e del lavoro artistico in atto.
La sessione ha anche visto un confronto istituzionale, ospitando l’Assessore al turismo del Comune di Valsamoggia, Federica Govoni, al fine di instaurare un rapporto diretto con la comunità di riferimento e di valorizzare l’apporto artistico di un evento di questo tipo, anche in ambito turistico e multiculturale.
Scambio con i ricercatori e le istituzioni – Teatro di Savigno – Valsamoggia




Al termine della sessione, vi è stata una restituzione del lavoro nel Teatro di Savigno, aperta al pubblico locale. Inoltre, al fine di valorizzare il più possibile il lavoro dei giovani artisti coinvolti, la performance è stata presentata anche nell’ambito del Festival dei Portici di Bologna in una location site-specific e molto prestigiosa nel centro della città: Il Portico dei Servi.
Entrambe le restituzioni hanno coinvolto fortemente il pubblico anche grazie ad una danza finale in cui gli spettatori sono chiamati in scena a condividere il palco con gli artisti stessi al fine di incentivare il senso di comunità e unione tra le culture e i popoli promosso dalla performance.
CONFINI – Bologna Portici Festival












Confini – Trailer – Bologna Portici Festival
In questa tappa di lavoro sono stati coinvolti i seguenti artisti e operatori
Anna Dora Dorno – regista e attrice, Nicola Pianzola – performer e drammaturgo, Maria Stella Zangirolami – danzatrice e coreografa under 35, Arianna Terreno – danzatrice under 35, Camilla Paris – danzatrice under 35, Ilaria Stefani – ricercatrice e operatrice culturale, Elena Copelli – coreografa, Beatrice Capitani – organizzatrice e curatrice, Enrico Piergiacomi – ricercatore e critico teatrale, Federico Costanza – Project Manager, Sofia Malizia – organizzatrice teatrale.
