Questa tappa di lavoro ha coinvolto i partner italiani Instabili Vaganti e ATER Fondazione e il partner indiano TAFMA e si è svolta dal 26 febbraio al 6 marzo a Kohima in Nagaland – India.
I partner italiani hanno selezionato la giovane danzatrice e coreografa Maria Stella Zangirolami, in accordo con il partner straniero che ha proposto invece tre performer indiani Akeheto Yeptho, Menghu Suokhrie, Ethel Wangha, i primi due già parte del progetto dal 2021, in modo da garantire la continuità del lavoro svolto nella precedente edizione del progetto.
I confini della Memoria – Training – Nagaland









Il team internazionale di giovani artisti italiani e indiani ha lavorato in maniera intensiva negli spazi del RCEMPA, sperimentando pratiche teatrali e di danza e presentando un primo studio della performance Ritual Stones, con le coreografie di Maria Stella Zangirolami e un lavoro corale finale diretto da Anna Dora Dorno, nell’Anfiteatro all’aperto del Centro di ricerca, primo step di lavoro per sviluppare una co-produzione tra TAFMA e Instabili Vaganti.
Sotto il tutoraggio della regista Anna Dora Dorno, i giovani performer, guidati dall’attore Nicola Pianzola, hanno portato avanti un’indagine pratica sul tema della memoria e del “confine”, mediante un approccio innovativo in grado di coniugare teatro, danza, canto, azioni performative tradizionali e rituali.
Ritual Stones – Performance site-specific – Nagaland







Grazie alla presenza della giovane danzatrice e coreografa Maria Stella Zangirolami, il confronto attraverso il corpo, l’azione fisica e la danza è stato di fondamentale importanza, al fine di creare uno scambio di pratiche performative tradizionali e l’attualizzazione delle stesse in ambito contemporaneo.
L’immenso bagaglio di passi ritmici provenienti dalle danze rituali delle tribù del Nagaland, sono state fonte d’ispirazione per la creazione e la costruzione coreografica delle performance prodotte, oltreché patrimonio inestimabile per l’acquisizione di competenze e conoscenze degli artisti italiani coinvolti.
I confini della Memoria – Dimostrazione finale – Nagaland
Inoltre, il confronto con i giovani danzatori del Nagaland ha portato alla condivisione di momenti di studio, ricerca e la creazione di coreografie tratte dall’assolo, work in progress, della coreografa Zangirolami, che ha potuto quindi verificare l’efficacia del suo lavoro a contatto con altre culture, compiendo un importante passo verso l’internazionalizzazione del proprio lavoro coreografico e verso la propria crescita professionale in ambito performativo e organizzativo.
Il lavoro sulla voce, il ritmo e i canti della tradizione Naga a confronto con quelli della tradizione occidentale, guidato da Anna Dora Dorno e da Mengu Suokhrie, ha consentito al team di lavoro di approfondire tecniche vocali fondamentali per la formazione del performer che lavora in ambito internazionale, a livello “totale” e cioè come insieme di corpo e voce.
I confini della Memoria – Visita al villaggio di Konoma – Nagaland




Un aspetto fondamentale del lavoro è stato anche quello della creazione video e della realizzazione di video-performance in località di grande interesse culturale, come il villaggio di Konoma, patrimonio UNESCO e luogo che custodisce la tradizione delle tribù Angami, una della 14 tribù che abitano il Ngaland. Il Team artistico di lavoro ha interagito con la giovane ricercatrice Ilaria Stefani, che ha condotto delle ricerca sulla cultura Naga prima della partenza del gruppo al fine di arricchire la conoscenza teorica delle tradizioni di riferimento e di facilitare i processi d’interazione culturale.
Video racconto dell’esperienza di lavoro in Nagaland
In questa tappa di lavoro sono stati coinvolti i seguenti artisti e operatori
Anna Dora Dorno – regista e attrice, Nicola Pianzola – performer, Maria Stella Zangirolami – danzatrice e coreografa under 35, Ethel Wangha – danzatrice tradizionale, Mengu Suokhrie – cantante tradizionale e performer, Akeheto Yeptho, coreografo e danzatore di danze tradizionali Naga e fusion e Ilaria Stefani – ricercatrice e operatrice culturale.







