Questa tappa di lavoro ha coinvolto i partner italiani Instabili Vaganti e ATER Fondazione e i partner internazionali TAFMA e Ahum Trust – India, La MaMa di New York e il Teatro Nazionale di Tunisi si è svolta dal 17 al 31 maggio in occasione del Festival PerformAzioni, in tre differenti location: il Teatro di Savigno in Valsamoggia, L’Oratorio San Filippo Neri a Bologna e il Teatro Laura Betti di Casalecchio di Reno.
La prima parte del lavoro ha previsto una residenza artistica di scambio e condivisione, diretta dalla regista Anna Dora Dorno e dal performer e drammaturgo Nicola Pianzola, fondatori di Instabili Vaganti, con la collaborazione della coreografa Elena Copelli. Hanno preso parte alla sessione di lavoro: Camilla Paris e Arianna Terreno, giovani danzatrici italiane under 35, Menghu Suokhrie, cantante e performer, Ethel Wangha, danzatrice tradizionale Naga, Anurdha Venkataraman, danzatrice classica indiana, Cecilia Seaward, performer statunitense, Moody Ghazouani, danzatore e coreografo tunisino e Angel Pelay, drammaturgo di origine venezuelana.
Il team ha potuto condividere e confrontarsi sulle tecniche artistiche e performative dei differenti contesti di provenienza, lavorando congiuntamente alla definizione di un training comune e all’elaborazione di una struttura performativa, capace di contenere e sviluppare le suggestioni e le azioni sceniche e coreografiche già sperimentate in precedenti tappe del progetto, in Italia e all’estero.
Sessione di lavoro – Training – Teatro Comunale di Savigno








Durante la residenza è stato fondamentale il contatto con la comunità locale attraverso una serie di aperture verso specifici target di pubblico.
In particolare sono stati coinvolti circa trenta ragazzi, tra i 10 e i 16 anni, alcuni di loro di origine straniera, e gli operatori del centro giovanile di Savigno, attraverso un workshop diretto da tutti gli artisti coinvolti, nazionali e internazionali, che hanno condiviso una parte del proprio training e/o una tecnica specifica ( passi ritmici delle danze tribali e classiche indiane, canti di tradizione Naga e Tunisina, elementi di danza contemporanea) nonchè alcune brevi performance, con i giovanissimi utenti.
L’approccio interculturale ha previsto la partecipazione diretta dei ragazzi nel processo di ricerca artistica, attraverso il workshop pratico, una discussione in inglese e francese sui temi del progetto, la condivisione del lavoro performativo in corso e un talk finale di approfondimento e di ascolto delle impressioni e dei suggerimenti degli stessi.
I giovani performer italiani hanno fatto da tramite nella comunicazione con i ragazzi del centro giovanile, implementando le proprie capacità di relazionarsi con un pubblico di giovanissimi e portandoli all’interno del lavoro di condivisione e creazione multidisciplinare e muticulturale svolto durante la residenza artistica. Questa tappa ha previsto la collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo di Valsamoggia e dei servizi dell’educativa territoriale.
Giornata di apertura sul territorio – worshop con i ragazzi del centro giovanile – Teatro comunale di Savigno












La seconda fase di lavoro si è svolta all’Oratorio San Filippo Neri di Bologna, dove i performer hanno potuto lavorare alla definizione della struttura performativa che è stata presentata al pubblico il 24 maggio, nell’ambito del Festival PerformAzioni, alla presenza di operatori e giornalisti nazionali ed internazionali. Il Festival ha infatti ospitato non solo i partner stranieri di progetto ma anche realtà e operatori da Messico e Venezuela interessate allo sviluppo dello stesso e alla diffusione del lavoro artistico realizzato nei propri Paesi.
I giorni di residenza nello spazio dell’Oratorio hanno consentito al gruppo di lavorare in site-specific nel contesto spaziale della ex- chiesa, con azioni coreografiche, canore e testi originali in più lingue – Italiano, francese, Arabo, Angami, Inglese, Spagnolo.
Fase di lavoro all’Oratorio San Filippo Neri – Bologna





L’opera ha portato in scena, le esperienze individuali e quelle collettive dei partecipanti, sviscerando problematiche che interessano i Paesi di provenienza d’ognuno: gli attacchi di panico generati dalla paura di esprimere la propria identità di genere, la disillusione nata con la restaurazione dopo la primavera araba, l’acuirsi delle differenze religiose in paesi tolleranti come l’India, il calvario dei migranti per attraversare un confine, in Europa. La regista e light designer Anna Dora Dorno ha inoltre realizzato un disegno luci ad hoc, in grado di valorizzare le strutture architettoniche del luogo. La performance ha inoltre coinvolto il pubblico in una danza finale collettiva , come in un rituale che celebra una ritrovata unione dei corpi in azione.
Confini – Dimostrazione finale – Oratorio San Filippo Neri – Bologna _ Ph. Stefano Scheda








Confini – Dimostrazione finale – Oratorio San Filippo Neri – Bologna _ Ph. Sonia Giudici














Questa fase di lavoro si è conclusa con un Symposium internazionale teorico-pratico, svoltosi dal 25 al 26 maggio all’Oratorio San Filippo Neri, curato dalla giovane ricercatrice Ilaria Stefani e moderato da Francesca Giuliani – Research Fellow presso il Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali dell’Università di Urbino. Tra i relatori Ángel Hernández – Teatro Para el Fin del Mundo – Messico, Ángel Pelay – Centro TET – Venezuela, Daniela Sacco – PhD Ricercatrice in Discipline dello Spettacolo Dipartimento di Culture del Progetto – Università IUAV di Venezia, Moussa Ndiaye organizzatore di Ker Théâtre – Senegal, Antonella Babbone, direttrice artistica del Teatro Laura Betti di Casalecchio, David Beronio – direttore artistico di Teatro Akropolis, Micol Vighi fondatrice di Sblocco 5 – Italia.
Il programma ha previsto una serie di confernze, workshop, dimostrazioni di lavoro e momenti performativi. Hanno preso parte al Symposium artisti, operatori, ricercatori e professori universitari da diverse parti del mondo, nonchè un pubblico di addetti ai lavori, studenti e spettatori.
Symposium internazionale – Festival PerformAzioni – LabOratorio San Filippo Neri – BO _ Ph. Sonia Giudici


















L’ultima fase della residenza artistica si è invece svolta al Teatro di Casalecchio di Reno dal 28 al 31 maggio, coinvolgendo altri tre giovani performer italiani: Noemi Piva, danzatrice e coreografa, Giuditta Re, performer e circense, Marko Jovanovic, attore di origini serbe, che si sono affiancati al team di lavoro, portando le proprie proposte artistiche attorno al tema dei “confini”.
Durante la sessione di lavoro i giovani attori e danzatori sono stati guidati da Nicola Pianzola che ha curato la drammaturgia dello spettacolo, Elena Copelli che ha supervisionato le coreografie di gruppo e Anna Dora Dorno che ha diretto e costruito la struttura performativa e le videoproiezioni e ha realizzato il disegno luci, assieme al light designer Greg Fiorentini.
Prove – Teatro Laura Betti di Casalecchio di Reno – BO _Ph. Nicola Pianzola












Il confronto tra differenti tradizioni ha portato alla creazione di una restituzione finale composta da micro- performance individuali, generate dalla condivisione dei propri materiali scenici individuali, presentate sotto forma di un’unica struttura performativa con momenti collettivi derivanti dalla condivisione delle azioni coreografiche. Di fondamentale importanza è stato il lavoro di confronto tra danzatori contemporanei e provenienti dalla tradizione tribale indiana, al fine di generare il momento finale della performance, una danza tribale contemporanea che porta ad uno stato di trance, grazie ai ritmi ripetitivi della musica, i salti ritmici e gli elementi vocali tratti dai richiami di guerra delle tribù del Nagaland.
DImostrazione finale – Teatro Laura Betti di Casalecchio di Reno – BO _Ph. Stefano Scheda












Video intervista a Nicola Pianzola e Arianna Terreno – Teatro Laura Betti di Casalecchio di Reno – BO
In questa tappa di lavoro sono stati coinvolti i seguenti artisti e operatori
Anna Dora Dorno – regista e attrice, Nicola Pianzola – performer, Elena Copelli – coreografa, Maria Stella Zangirolami – danzatrice e coreografa under 35, Ethel Wangha – danzatrice tradizionale, Mengu Suokhrie – cantante tradizionale e performer, Ilaria Stefani – ricercatrice e operatrice culturale, Federico Costanza – Project manager, Noemi Piva – danzatrice e coreografa, Giuditta Re – performer e circense, Marko Jovanovic – attore, Camilla Paris – danzatrice, Arianna Terreno – danzatrice, Anurdha Venkataraman – danzatrice classica indiana, Greg Fiorentini – tecnico luci e light designer, Antonella Babbone – direttrice artistica del Teatro Laura Betti / ATER Fondazione, Angel Pelay – attore, drammaturgo e regista del Teatro Nazionale del Venezuela, Angel Hernandez – drammaturgo e direttore del Festival Teatro Para el Fin del Mundo,
In questa tappa di lavoro sono state coinvolte le seguenti compagnie
Teatro Akropolis, Sblocco 5, Ker Théâtre
